La Comunità “Famiglia della Riconciliazione”

La Famiglia della Riconciliazione è un Associazione Privata di Fedeli, a norma del Codice di Diritto Canonico, riconosciuta dal Vicariato di Roma, ad experimentum, il 25 aprile 2008 e in via definitiva il 5 febbraio 2019.

L’ Associazione è nata, circa venti anni fa, da un gruppo di credenti, spinti dall’ urgenza di vivere il discepolato di Cristo, per stare con Lui e per essere solidali e in compassione con gli uomini del proprio tempo[1], il cui bisogno è fortemente espresso da un Oracolo del profeta Isaia:

“Consolate, consolate il mio popolo/dice il vostro Dio.”

– Is 40,1.

Questa è stata la nostra chiamata. Come obbedire a questo affascinante comando del Signore? Vivendo il Carisma fondativo che la Chiesa di Roma ha riconosciuto:

la Riconciliazione integrale dell’uomo, in Cristo, con Dio, con se stessi, con gli altri e con i beni della creazione.

Membri dell’Associazione

Siamo fedeli cristiani, appartenenti alla Chiesa Cattolica, sia consacrati-donne e uomini, sia laici-sposati e non, sia sacerdoti.

Desideriamo testimoniare la comunione delle diverse vocazioni nella Chiesa, nel pieno rispetto delle peculiarità di ciascuna.

(I membri partecipano alla vita e alla missione dell’Associazione, in misure diverse, secondo le scelte vocazionali di ciascuno e degli indirizzi familiari conseguenti. Così, la vita comunitaria è composta da membri di vita comune[2], da oblati e da amici. Una delle sorelle, dopo alcuni anni in cenobio con gli altri, è diventata eremita. Quest’ultima e i cenobiti sono chiamati Missionari della Riconciliazione. Tutti, secondo le proprie scelte di vita e possibilità, partecipano alla formazione e alle attività della Comunità).

  • Vita spirituale: seguendo l’esempio del Maestro, cerchiamo di vivere il primato della vita interiore. L’ Eucarestia al centro; la Liturgia sobria, solenne e gioiosa; la preghiera personale “in religioso ascolto della Parola di Dio” (Dei Verbum 1); i Sacramenti; la guida della Vergine Santa; gli Esercizi Spirituali; la Direzione Spirituale; la teologia vissuta dei Santi.
  • Formazione: l’ascolto del Magistero della Chiesa, con una filiale e particolare obbedienza al Santo Padre.Lo studio della S. Bibbia, dei Padri della Chiesa, della teologia e di tutto ciò che, riguardando l’uomo e il suo bene, ci riguarda (l’arte, la letteratura, la musica, la storia, l’economia, la politica, le tecnologie, il diritto, la psicologia, la gastronomia, ecc.).
  • Vita apostolica: tutto ciò che è presente nella nostra vita spirituale, nella fraternità quotidiana, nello studio lo offriamo volentieri alle persone che incontriamo nel cammino e lo condividiamo con quanti desiderano accoglierlo.
    Sentendo con la Chiesa, abbiamo sempre cercato di vivere l’opzione fondamentale per i fratelli poveri. Intendiamo le donne e gli uomini afflitti dalle vecchie e dalle nuove povertà (cfr S. Paolo VI): le miserie materiali, frutto delle ingiustizie e delle “strutture sociali di peccato” (cfr S. Giovanni Paolo II), ma anche quelle morali, le solitudini, le famiglie ferite, se non distrutte, i sacerdoti, le religiose e i religiosi nello smarrimento… Ogni persona disorientata è sempre stata al centro del nostro sguardo fraterno.

    L’ attenzione e l’accoglienza a tutti quelli a cui la vita “ha messo le mani addosso”.

    L’ accompagnamento a chi sta cercando Dio.

    La vicinanza a chi è solo, a chi ha soltanto bisogno di un abbraccio, da ricevere e da dare, a chi vuol essere ascoltato.

    La ricerca speciale delle sorelle e dei fratelli vittime del nuovo tremendo confine della povertà e della sofferenza: “la cultura dello scarto”! (Cfr Papa Francesco).

La Nostra Missione

Opere: nei circa venti anni di vita della Comunità, abbiamo incontrato molte persone. Non ci piace parlare di numeri, quando si tratta di fratelli, ma forse qui è giusto e opportuno dire che, ringraziando il Signore Misericordioso, si ragiona in termini di… Veramente tanti! Alcuni in modo occasionale e/o saltuario, altri più continuativamente, certi anche in forma residenziale, accogliendoli con noi in casa, per periodi più o meno lunghi.

Nel Decreto di approvazione definitivo, il Cardinale De Donatis scrive che “l’opera ha prodotto tanti frutti di Grazia per numerose anime”…

La Divina Provvidenza ha voluto farci incontrare persone sofferenti, coinvolgendo le nostre vite con le loro, fattivamente, permettendoci di sedere come allievi alla Cattedra dei Piccoli e dei Poveri. Vorremmo quasi scrivere i nomi, ma non è possibile… Può però servire per partecipare al nostro cammino, far presente l’ordine dei problemi di cui parliamo:

  • donne e uomini tossicodipendenti; ex detenuti; ex terroristi; “ragazze madri”; prostitute; persone con problemi psichici anche gravi; fuoriusciti da sette; coinvolti in problemi di mafia. A questo elenco si aggiungono con una nota particolare bambini feriti o disabili.

Si sono rifugiate da noi persone in pericolo di vita, come, ad esempio, un’intera famiglia, il cui padre era fuoriuscito da una pericolosa e potente organizzazione. Dopo averli seguiti spiritualmente, avendo questi fratelli incontrato la fede e il perdono di Dio, in accordo con il Vescovo, abbiamo provveduto alle loro necessità (vitto, alloggio…) e alla vita fraterna con noi, in uno spazio riservato per loro. Aiutati dalla carità degli amici, abbiamo potuto procedere così per ben quattro anni, finché, placate almeno in parte le acque, hanno potuto pian piano reinserirsi in una vita “normale”, con un lavoro proprio e una casa.

Storie da raccontare ne avremmo parecchie…!

A queste realtà più “dure” si sono sempre affiancati gli incontri quotidiani con la gente che viene per colloqui, per catechesi, preghiera, formazione e anche per fare festa.

Un servizio importante che offriamo da tanti anni a sacerdoti, religiose, religiosi e laici è quello degli Esercizi Spirituali.

Inoltre, abbiamo accompagnato, con il metodo della “Catechesi del Buon Pastore” diversi bambini e ragazzi ai Sacramenti della Prima Comunione e della Cresima.

– Abbiamo curato la formazione di coppie al matrimonio cristiano.

– Siamo stati vicini ai malati e agli anziani, che abbiamo anche ospitato.

– Viviamo e offriamo la gioia che nasce dal nostro Coro Liturgico!

Insomma, quello che una piccola chiesa è chiamata a vivere con semplicità.

Lavoro

Con particolare attenzione agli insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa, abbiamo ideato, creato e gestito da dieci anni un laboratorio d’arte e artigianato, denominato L. a. B.Labor ad Bonum- (lavori d’incisione e pittura su rame, grés e porcellana), dietro cui ci sono grande studio e ricerca soprattutto da parte delle sorelle consacrate.

Dal Laboratorio è nato “Grazie al Cielo”, un progetto di “rete” tra Monasteri, Conventi, Missioni, Cooperative Sociali e artigiani, che coordiniamo anche attraverso un punto vendita in Roma, Borgo Pio 184.

Poniamo particolare attenzione, affinché i prodotti che produciamo noi stessi e anche quelli che vendiamo realizzati da altri soggetti siano fabbricati senza sfruttamento dei lavoratori e nel rispetto delle risorse ambientali (inquinamento, provenienza, etc.), per la custodia e lo sviluppo della dignità delle persone e per la cura della “casa comune”, che è il nostro pianeta.

Fare riferimento alla Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica significa impegnarsi nella realizzazione di progetti lavorativi costruiti su un’economia solidale, comunionale e sussidiaria.

Grazie alle competenze dei membri dell’Associazione, diamo corsi di formazione teologici, di counseling, di orientamento al lavoro, di imprenditorialità, di progettazione:

  • è attivo uno “sportello lavoro”, che, attraverso una nostra sorella, esperta di orientamento professionale, si pone l’obiettivo di supportare le persone disoccupate o che vivono un disagio lavorativo, nella ricerca di una nuova o migliore occupazione;
  • abbiamo ideato e guidato gruppi in vari “Percorsi di Arte e Fede”;
  • svolgiamo il servizio di accompagnamento e guida di pellegrinaggi in Terra Santa;
  • è attivo un piccolo servizio di catering a domicilio.

Casa e Progetti

Vi chiediamo di aiutarci.

La Comunità oggi conta circa sessanta persone.

Il nucleo centrale, quello dei cenobiti, vive in una struttura comune, seppure in realtà abitative separate per vocazioni e per sesso (consacrate/i e sposati).

Vorremmo allargare la nostra accoglienza e il nostro servizio, sfruttando competenze e esperienza.

L’ idea di aprire laboratori di formazione nelle varie materie che possiamo offrire, d’arte, di cucina, di ortocoltura… Luoghi per la crescita e la “cura” di giovani e non, attraverso lavoro, fraternità e preghiera.

Il “sogno” di avviare un luogo di ristorazione e di festa, che rispecchi lo spirito di accoglienza e di familiarità, da gestire con chi è nel bisogno o deve iniziare una nuova vita…

Pensiamo a una casa/struttura/istituto, che ci permetta di continuare e di sviluppare il cammino e dove edificare la piccola “Città della Riconciliazione”, che ci sentiamo chiamati a costruire per il bene comune: quella “concordissima e ordinatissima società i cui membri godono di Dio e l’un dell’altro in Dio” (S. Agostino).

Dove? A Roma o nell’ “agro romano” (cioè in una “fascia” intorno a Roma), perché a Roma abbiamo il lavoro, l’apostolato e i membri della Famiglia della Riconciliazione.

Perché? “Il popolo messianico, pur non comprendendo di fatto tutti gli uomini, e apparendo talora come il piccolo gregge, costituisce per tutta l’umanità un germe validissimo di unità, di speranza e di salvezza. Costituito da Cristo in una comunione di vita, di carità e di verità, è pure da lui preso per essere strumento della redenzione di tutti…”. (Lumen Gentium 9).

In fondo, la Chiesa, rispetto al mondo, è piccola. La nostra comunità, rispetto alla Chiesa, è piccolissima.

In questi anni, abbiamo lavorato tanto, senza risparmiarci, come tanti fanno per la propria famiglia. Abbiamo pregato tanto, abbiamo pianto e abbiamo gioito impegnandoci per vivere il comandamento dell’amore e il perdono. Il Signore Gesù, che ha rivelato le cose del Padre ai piccoli (cfr Mt 11,25), ha usato la nostra piccolezza e siamo ben consapevoli che qualunque bene possiamo aver realizzato è stato possibile per azione della Grazia.

Quando in comunità, ogni giorno, celebriamo la Santa Messa, quando cantiamo la Liturgia delle Ore, quando preghiamo nel silenzio, lo facciamo nel cuore del mondo per tutti gli uomini. Vi stiamo chiedendo aiuto anche per questo.

Vivendo in fraternità, possiamo essere un seme di pace e anche un luogo familiare di accoglienza per chiunque.

A questo si aggiunga la necessità di lavorare per vivere e di operare, forti di tante esperienze, sistematizzando nuovi progetti di aiuto sociale.

Il tempo è superiore allo spazio: questo insegnamento di Papa Francesco ci spinge ad impegnarci per intervenire, sì, sulle emergenze, ma anche ad “avviare processi” che portino a formare una nuova mentalità per costruire una vera “civiltà della Pentecoste”.

Abbiamo bisogno di amici che condividano la concretezza di questo sogno di Grazia.

Gli amici in Cielo. Affidiamo tutto alla Santa Vergine. Chiediamo con voi la intercessione dei nostri Santi Patroni Teresa di Gesù Bambino e Ignazio di Loyola.

Domandiamo per voi e per noi la benedizione a quelli che ci hanno insegnato, sostenuto, incoraggiato, corretto, che ci hanno aiutato a discernere la volontà di Dio e che ora sono al Suo cospetto. Tra tutti, ricordiamo nella Comunione dei Santi, la Santa Madre Teresa di Calcutta, il Vescovo Salvatore Boccaccio, P. Jesùs Castellano Cervera, Don Giancarlo Gramolazzo.

[1] “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di più genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. La loro comunità, infatti, è composta di uomini i quali, riuniti insieme nel Cristo, sono guidati dallo Spirito Santo nel loro pellegrinaggio verso il Regno del Padre, ed hanno ricevuto un messaggio di salvezza da proporre a tutti. Perciò essa si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia”. Gaudium et Spes 1.

[2] I membri di vita comune, o meglio di comunione, vivono, come cenobiti, in una stessa “casa”, pur occupando spazi abitativi differenziati, in base agli stati di vita- matrimonio e consacrazione di vita- e al sesso- consacrate e consacrati . Hanno in comune i beni, tenendo conto delle necessità particolari dei figli, quando ce ne fossero e dei bisogni di ciascuno. Inoltre, professano Voti- i consacrati – e Promesse- gli sposati, secondo lo Statuto della Comunità, desiderando testimoniare la comunione nella Chiesa tra i diversi Stati di Vita (Consacrazione, Matrimonio e Sacerdozio).