Il Nostro Scopo

Con particolare attenzione agli insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa, la nostra comunità Famiglia della Riconciliazione ha ideato, creato e gestito da dieci anni un laboratorio d’ arte e artigianato, denominato L.a.B. Labor ad Bonum- (lavori d’ incisione e pittura su rame, grés e porcellana), dietro cui ci sono grande studio e ricerca, soprattutto da parte delle sorelle consacrate.

Dal Laboratorio è nato “Grazie al Cielo”, un progetto di “rete” tra Monasteri, Conventi, Missioni, Cooperative Sociali e artigiani, che coordiniamo anche attraverso un punto vendita in Roma, Borgo Pio 184.

Poniamo particolare attenzione, affinché i prodotti che produciamo noi stessi e anche quelli che vendiamo, realizzati da altri soggetti, siano fabbricati senza sfruttamento dei lavoratori e nel rispetto delle risorse ambientali (inquinamento, provenienza, etc.), per la custodia e lo sviluppo della dignità delle persone e per la cura della “casa comune”, che è il nostro pianeta.

Fare riferimento alla Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica significa impegnarsi nella realizzazione di progetti lavorativi costruiti su un’economia solidale, comunionale e sussidiaria. [1]

Con le attività lavorative realizzate e con le vendite effettuate attraverso Grazie al Cielo, provvediamo al sostentamento della nostra vita e a quella di tutte le comunità, delle missioni, dei monasteri, dei progetti sociali (realtà nate dalla lotta alle mafie oppure in contesti di disagio ambientale o di varie povertà o anche nelle strutture carcerarie) e dei singoli artigiani che aderiscono al nostro sogno e intendiamo anche essere parte attiva in un processo di cambiamento delle mentalità e delle strutture a favore della dignità della vita; un processo in cui convergono piccole e grandi azioni concatenate in modo creativo, come in una poesia: essere tra coloro che Papa Francesco ha definito poeti sociali.

Abbiamo scelto di partecipare attraverso Grazie al Cielo ad alcuni compiti imprescindibili, per camminare verso un’ alternativa umana di fronte alla globalizzazione dell’ indifferenza: 1) mettere l’ economia a servizio dei popoli; 2) costruire la pace e la giustizia; 3) difendere la Madre Terra. [2]

Un’ economia veramente comunitaria e d’ ispirazione cristiana deve garantire ai popoli dignità, “prosperità senza escludere alcun bene” [3] , cioè garantire l’ accesso all’ istruzione, alla salute, all’arte, alla comunicazione, allo sport e alla ricreazione; un’ economia giusta per un’infanzia senza privazioni, una vita di lavoro con pieni diritti e l’accesso ad una pensione dignitosa nell’ anzianità. “Questa economia è non solo auspicabile e necessaria, ma anche possibile. Non è un’utopia o una fantasia. È una prospettiva estremamente realistica”.

Con le iniziative di Grazie al Cielo, con fatica e pazienza, intendiamo dare un contributo fattivo alla creazione di lavoro dignitoso, libero, creativo, partecipativo, solidale e, in primis, spirituale. Lavoro spirituale: mosso dallo Spirito di Dio per il progresso spirituale dei Suoi figli e perché aiuti a contemplare il Signore Creatore e Provvidente, Redentore dell’ uomo e di tutto il creato.

Con la testimonianza del nostro lavoro intendiamo essere anche un pungolo per i governi, perché si impegnino ad assumere come proprio il compito di promuovere, rafforzare, migliorare, coordinare e favorire l’ espansione di forme di produzione comunitaria e di economia solidale.

I prodotti artigianali e, in particolare quelli dell’ arte liturgica, trasmettono sapientemente l’ impegno ad abbracciare un progetto di vita che recuperi la solidarietà, l’ amore tra noi e il rispetto per i beni creati. Cerchiamo di costruire un sistema che non attenti alla Buona Notizia del Vangelo, ma che invece aiuti a cercare la gioia di “vivere bene”, la “vita buona” e non quell’ ideale egoista che ingannevolmente inverte le parole e propone la “bella vita”. [4]

Grazie alle competenze dei membri dell’Associazione Famiglia della Riconciliazione, nell’ ambito delle attività promosse da Grazie al Cielo, diamo corsi di formazione teologici, di counseling, di orientamento al lavoro, di imprenditorialità; di progettazione;

  • è attivo uno “sportello lavoro”, che, attraverso una nostra sorella, esperta di orientamento professionale, si pone l’obiettivo di supportare le persone disoccupate o che vivono un disagio lavorativo, nella ricerca di una nuova o migliore occupazione;
  • abbiamo ideato e guidato gruppi in vari “Percorsi di Arte e Fede”;
  • svolgiamo il servizio di accompagnamento e guida di pellegrinaggi in Terra Santa;
  • è attivo un piccolo servizio di catering a domicilio.

[1] “Non esiste peggiore povertà materiale – mi preme sottolinearlo – di quella che non permette di guadagnarsi il pane e priva della dignità del lavoro. La disoccupazione giovanile, l’ informalità e la mancanza di diritti lavorativi non sono inevitabili, sono il risultato di una previa opzione sociale, di un sistema economico che mette i benefici al di sopra dell’ uomo, se il beneficio è economico, al di sopra dell’ umanità o al di sopra dell’ uomo, sono effetti di una cultura dello scarto che considera l’ essere umano di per sé come un bene di consumo, che si può usare e poi buttare”. (Papa Francesco, Discorso del 28 ottobre 2014 all’ Incontro mondiale dei movimenti popolari).

[2] Cfr Papa Francesco all’ Incontro dei movimenti popolari del 5 novembre 2016.

[3] Papa Giovanni XXIII, Mater et Magistra, 3.

[4] Cfr Ibid.